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Vedi le foto e leggi  tutto quello che c'è da sapere sulla barca

Un «Convoi Exceptionel» ha attraversato l'Europa, da Nieuwpoort in Belgio (foto in basso) a Capodistria, da dove, giusto il tempo di riarmarla, e la barca, ha proseguito via mare per il Porto Turistico di Jesolo, dove ha atteso l'espletamento delle pratiche d'importazione e immatricolazione.

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Oggi la barca è in laguna a Venezia (Portegrandi) dove si stanno ultimando i lavori di modifica con gli accorgimenti suggeriti da una prima esperienza di navigazione da Monfalcone a Venezia.

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Lavori in corso
Lavori in corso sulla barca Justmen
Guarda il procedere dei lavori di adattamento e sistemazione della barca
(testo e foto)


Justmen

associazione di promozione sociale
cf/iva: 03772190272
Venezia

scrivici

 

 

 

AFC

 

 

Il progetto JustMen
la ridefinizione ovvero lo scavalcamento del concetto di disabile

«L’handicap è una parte del mondo, non un mondo a parte»

Justmen è un progetto ambizioso che guarda al mondo dei disabili motòri con l’intento di contribuire ad annullarne i confini o meglio abbattere le barriere psicologiche individuali e quelle convenzionali e sociali che lo tengono distinto, quando non separato, dal resto della società e di restituire ai disabili la capacità e la voglia di riscoprire la vita in modo più totalizzante ed autentico di quanto abbiano mai sperimentato, prima e dopo la disabilità, arrivando a porsi come protagonisti di riferimento per gli altri, tutti più o meno «variamente abili», scavalcando completamente la definizione stessa di disabile.

In questa visione sta l’elemento di originalità del progetto e cioè dimostrare come sia possibile “ridisegnare” l’ambito delle “abilità” in un “disabile”, al punto che egli stesso possa considerare la sua disabilità fisica come un fatto del tutto secondario rispetto all'insieme delle sue capacità reali e che altrettanto possa avvenire nella considerazione sociale.

Appartiene all’esperienza quotidiana di ciascuno di noi il fatto che di fronte a un disabile si abbia l’istintiva sensazione di trovarsi davanti a una persona meno capace, appartenente di fatto a una differente categoria, menomata rispetto agli altri (normodotati). E altrettanto istintivamente è ciò che pensa di sé lo stesso disabile nel momento in cui lo diventa. Un giudizio automatico, che prescinde dalla conoscenza di quella persona e del suo reale valore, basato solo sul fatto che si presenta in carrozzina.

Si tratta di uno schema di istintiva discriminazione. Ed ogni successiva correzione, fatta di premure, assistenza e persino privilegi, volentieri concessi, in un certo senso non fa che amplificare quella discriminazione.

Se la menomazione però non è evidente, subito visibile, tutto questo non avviene. Non scatta la valutazione di diversità. Pensate tanto per fare un esempio a qualcuno col diabete. Così sono in molti ad avere patologie occasionali o croniche, tali da porre loro dei limiti a cui prima non erano soggetti, nello stesso modo anche queste vere e proprie disabilità, che però non vengono percepite socialmente come tali.


Se provassimo a pensare invece che ad una menomazione, ad una trasformazione di quella persona, ecco che potremmo accostarci ad un criterio diverso di valutazione, allo stesso modo in cui osserviamo senza meravigliarci uno struzzo che non vola, pur essendo un uccello o un delfino che vive solo in mare, pur essendo un mammifero.

Justmen si prefigge l’obiettivo di dimostrare che questa trasformazione può essere davvero tale e di proporre questo traguardo alla valutazione di tutti, «variamente abili», ciascuno con le sue capacità e le sue incapacità.

L’idea da cui nasce e gli obiettivi del progetto
Chi scrive è paraplegico dal '98 e fra le cose la cui mancanza è costata di più, in vetta a tutte, c’è la rinuncia ad una passione che era stata se non ragione, certamente entusiasmante scuola di vita: la barca (a vela). Non l’oggetto in sé o il gesto “sportivo” e tantomeno lo status simbol (che la mia piccola barca certamente non era).

La barca si era invece rivelata uno straordinario strumento di libertà e di crescita. Libertà nuova e inattesa, connaturata alla vita di mare, con l'abbandono delle regole convenzionali e l'abbraccio esclusivo e inebriante di quelle naturali, vero e grande punto di riferimento per ogni azione e, ben presto, per ogni pensiero.

Chi già conosce questa condizione non faticherà ad immaginare come dover rinunciare da un giorno all'altro a tutto questo sia stata forse la più grande disdetta, ancor più del fatto in sé e per sé di non poter camminare (e non sembri un'eresia).

In questi anni, quindi, ho cercato un modo per superare anche quest'ostacolo. E non cercavo un modo per salire su una barca: ce ne sono molti e li ho provati tutti, ma servono solo a farsi un giretto, magari un'intera regata (ammesso che piaccia). Nessuno però mi metteva in condizione di prendere il mare in piena autonomia e andare di nuovo verso l'avventura della vita, a trovare nuovi luoghi, altre persone o misurare le proprie forze nell'affrontare (o assecondare...) quelle della natura, che sono l'unica grande regola di cui tener conto.

Infine tornare a verificare un modo nuovo ed autentico di vivere i rapporti con gli altri uomini, in cui prevalgono i valori che a terra, quando va bene, sono spesso relegati in secondo piano.

Un gran bel modo, insomma, di trovare sicurezza in se stessi, che scaturisce anche dalla verifica e dalla conoscenza dei propri limiti, accettare i quali è l'unico modo per essere davvero forti e capaci. Ciò che è vero per chiunque.


Ed ha iniziato a far capolino anche un’altra considerazione. Che una persona che “conquista” questa dimensione non è più un passo indietro agli altri, anzi... E ciò ai propri stessi occhi e agli occhi degli altri. Il seme da cui è germogliato il progetto Justmen.

Dunque la barca come strumento d’azione:

• la navigazione e quanto vi è connesso, in termini pratici ed esistenziali, come strumento di maturazione ed autostima;

• le attività “pubbliche”, da intraprendere servendosi della barca, quale strumento per eliminare il dato della disabilità come punto caratterizzante nel giudizio dei terzi, inducendoli a superare la negatività “inclusa” nel concetto di disabile e a scoprire un modo diverso di prendere in considerazione quella persona (ciò che fa, magari con successo).


Le attività del progetto dovranno quindi avere caratteristiche tali da produrre un simile risultato. Due esempi illustrano bene il concetto:

• programma di “iniziazione” alla vela d'altura per giovanissimi, condotto dall’equipaggio di Justmen in collaborazione con altre associazioni e con le scuole (microcrociere per far conoscere ai piccoli allievi i valori del mare, dello sport, della natura, della condivisione di piaceri e doveri; un week end da lupetti di mare), in cui sono anche i “disabili” ad essere utili agli altri, cogliendo nei fatti l’obiettivo di “educare” i ragazzi e i loro familiari ad un rapporto paritetico con in altre circostanze avrebbero visto sotto una luce diversa;

• partecipazione come imbarcazione ufficiale di un network televisivo con il compito di seguire sul campo di regata le fasi della Coppa America, ospitando a bordo i commentatori incaricati e gli esperti invitati di volta in volta; un modo estremamente spettacolare di proporsi all’attenzione del pubblico in un invidiabile ruolo di successo.


Entrambe iniziative capaci di far da volano allo sviluppo del progetto Justmen.

"...and the sea will grant each man new hope,
as sleep brings dreams... Christopher Columbus."

Captain Marko Ramius (Sean Connery) in Hunt for Red October
Capitano Marko Ramius (Sean Connery) in Caccia a Ottobre Rosso
"...e il mare concederà ad ogni uomo nuove speranze,
come il sonno porta i sogni... Cristoforo Colombo"

     
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