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La presentazione di Queentime sul sito del progettista Finot

La prova in mare del mensile Nautica

Il "plan" di Queentime:

Plan: 1 pixel = 1 cm

 

Le immagini di Queentime:

Prima uscita, Monfalcone-Venezia

Prima uscita, Monfalcone-Venezia

Prima uscita, Monfalcone-Venezia

Dinette
Cabina di prua
Cabina di poppa
Bagno
In navigazione al traverso
In navigazione di bolina
In navigazione al lasco


Justmen

associazione di promozione sociale
cf/iva: 03772190272
Venezia

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AFC

 

 

La barca di JustMen
12,30 metri a vela e motore totalmente accessibile e governabile da disabili con deficit motorio agli arti inferiori

La scelta della barca

Sin dall'inizio, nell'immaginare quale tipo di imbarcazione fosse più adatto per le nostre esigenze, la scelta era caduta su due differenti possibilità: un catamarano, con i suoi spazi generosi e la stabilità di navigazione, ma costoso, maggiormente problematico nella ricerca di un ormeggio e più "brusco" con mare formato nel passaggio sull'onda; un monoscafo sufficientemente grande per garantire la mobilità delle carrozzine a bordo e moderno nelle linee di progettazione, tale da risultare comunque veloce, confortevole in navigazione, con una buona stabilità di forma (oltre che di chiglia) per minimizzare lo sbandamento sotto vela, con il vantaggio di un costo inferiore (sia di acquisto che di gestione) e nessun problema particolare riguardo gli ormeggi.

Va detto che costi e facilità di gestione ci facevano propendere per quest'ultima soluzione, anche se sembrava difficile trovare un modello con le caratteristiche adatte e che non ci costringesse a smantellare tutta la barca per riallestirla in modo compatibile con la circolazione interna delle carrozzine: questo avrebbe fatto lievitare i costi in modo inaccettabile.

E così sempre più spesso prendevamo in considerazione l'offerta di catamarani sul mercato, scontrandoci ogni volta con la realtà: se il prezzo era (relativamente) basso, il catamarano era vecchio d'età e concezione e quindi lento e pesante; quelli di progettazione più recente, con linee d'acqua meno penalizzanti rispetto alle prestazioni (anche a motore) erano inevitabilmente più giovani e costosi.

A dirla tutta, un modello di monoscafo adatto alle nostre aspettative c'era, Queentime di ZetaGroup, ma un po' per l'impostazione di barca robustamente motorizzata, un po' per politica di marchio, il prezzo non era così alla portata. Per giunta l'offerta sul mercato dell'usato era davvero scarsa. Solo tre o quattro esemplari offerti nel corso di quattro anni su una cinquantina di esemplari costruiti: decisamente chi ce l'ha questa barca se la tiene, il che depone a favore della bontà del progetto e della costruzione. E infatti la barca nasce da un binomio eccezionale: Renzo Zavatta e Jean Marie Finot. Questa fantastica coppia inventò il Comet 910, caratterizzato, in un periodo in cui tutti i velisti puri la aborrivano, dalla poppa larga. Il Comet 910 vinse subito le principali regate, contribuendo ad accendere la stella di Cino Ricci. Per non parlare degli altri innumerevoli scafi vincenti e di successo usciti dalla creatività dello Studio Finot (GroupeFinot).

Finchè l'occasione si presentò: l'offerta di una Queentime eccezionalmente ben tenuta e usata davvero poco, ad un prezzo finalmente accessibile per noi. Detto fatto e presi i necessari accordi con il broker che ne trattava la vendita, siamo partiti per il nord Europa, dove si trovava la barca, attrezzati di buone speranze, ma soprattutto della preziosa presenza dell'amico Marco Scarpa, ingegnere trevigiano, velista di lungo corso, noto ed esperto perito nautico, la cui assistenza è stata preziosa per stabilire la bontà dell'imbarcazione ed individuare i pochi, rimediabili difetti (chi fosse interessato ai suoi utili consigli, può leggere i suoi articoli sul suo sito www.nauticautile.altervista.org).

Ora la nostra Queentime, che naturalmente ha preso il nome di Justmen, fa base nel Marina Sant'Andrea (S. Giorgio di Nogaro, laguna di Marano) ed è pronta per i lavori di allestimento che la renderanno accessibile, governabile e abitabile in completa autonomia anche da un equipaggio di soli disabili in carrozzina.

Per saperne di più su Queentime, oltre che sul sito del progettista, dove c'è una presentazione del modello (Finot - presentazione Queentime), è interessante leggere la prova "su strada" fatta dal mensile Nautica (Nautica - prova Queentime).

Le modifiche e gli adattamenti in corso di lavorazione

Diversamente dalle soluzioni adottate finora dalle uniche altre due imbarcazioni d'altura pensate o adattate per disabili (il catamarano di Andrea Stella e il monoscafo di 12 metri di Velaetica), a parte quella di cui diremo tra poco, abbiamo scartato il sistema della pedana/lift per scendere in cabina, che pure era il metodo a cui pensavamo fin dall'inizio: ci avrebbe costretto a smantellare una parte degli interni per far spazio alla pedana e per consentire l'accesso delle carrozzine nel bagno.
Su suggerimento di un amico, Dario Giovannetti di Roma, paraplegico e apprezzato velista, abbiamo preso in considerazione l'idea di abbandonare la carrozzina nella vita di bordo e gestire gli spostamenti per via "aerea", ciò che lui faceva da anni sul suo 10 metri, con un impianto artigianale autocostruito assolutamente geniale, con cui, insieme alla sua deliziosa moglie e compagna d'avventure Alessandra, scorrazza per il Mediterraneo con base a Riva di Traiano.

Ma veniamo alla descrizione degli adattamenti. E precisamente, in ordine di "apparizione", da poppa verso prua:

1. una passerella integrata in una pedana elevatrice (a pantografo) per la salita e la discesa dalla barca anche con variazioni di marea significative e in assenza di pontili galleggianti;

1a. in alternativa, una gruette a poppa per traslare una persona in carrozzina dalla barca in banchina e viceversa, quando non siano disponibili pontili galleggianti;

2. la postazione di governo modificata in poltroncina, facilmente accessibile dalla carrozzina, con forma e imbottitura comoda e contenitiva, tale da poter essere usata a lungo senza conseguenze a danno della circolazione (antidecubito) e che permetta i necessari adeguamenti di posizione in relazione allo sbandamento della barca sotto vela; tutto questo tentando di salvaguardare la nicchia attualmente destinata alla zattera autogonfiabile di salvataggio (vedi foto postazione di governo attuale); c'è poi l'intenzione di studiare un sistema per rendere la poltroncina trasformabile in "verticalizzatore", così da poter governare la barca anche in posizione eretta (che costituisce inoltre un benefico esercizio per chi vive in carrozzina);

3. l'inserimento di un'analoga poltroncina sul lato sinistro, alla manovra del winch nei casi in cui non si vuole usare il rollafiocco (vedi foto posto di manovra sinitro);

4. modifica del sistema di governo della vela di prua, con la trasformazione in fiocco autovirante, così da permettere di governare la barca anche senza l'assistenza di una seconda persona durante le virate; la randa di serie è già rollabile nell'albero;

5. sistema EasyRail per scendere dal pozzetto alla cabina e viceversa, allo stesso modo ci si sposterà all'interno della barca sfruttando un'imbragatura, i binari a soffitto e il sollevatore elettrico della IcMobility; questa scelta, oltre a preservare gli allestimenti interni, permette di continuare ad usare una barca con le tradizionali divisioni in cabine, a tutto vantaggio della privacy e rispettando il criterio di intervenire con minimi adattamenti pittosto che progettare un "veicolo" speciale per disabili (ciò che si fa normalmente con le auto); autore del progetto, oltre che socio dell'azienda fornitrice, l'ing. Enrico Pizzi, che ringraziamo per la sua disponibilità;

6. altri eventuali accorgimenti ed accessori, per i quali vi rimandiamo alla pagina del menu gli accessori «speciali».

 

 

 

Gite, escursioni, esplorazioni nella laguna di Venezia fino a 16 persone. Accessibile 100% ai disabili.
     
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Vedi il cappello dei velisti di Justmen